Maria Angela Giacopuzzi

Senza i conferenti mancherebbe l’energia che dà vita al vino. Sono coloro che curano durante l’anno con passione ed entusiasmo la vigna in modo tale che dia buoni frutti. Gli stessi frutti che Farina trasforma in vini straordinari e conosciuti nel mondo. Questi vini partono proprio da loro…

Maria Angela Giacopuzzi

Zona vigneto:  
Mazzano
Superfice:  
6.400 mq
Altitudine:  
500 m
Sistema di allevamento:  
pergola
Esposizione:  
sud
Tipo di suolo:  
terra semi-argillosa, nera

 

Scheda introduttiva


Maria Giacupuzzi si occupa della vigna ereditata dal padre insieme al marito, Cesare Mignolli, colui che si è sobbarcato il lavoro più pesante nei campi, nonostante nella vita di tutti i giorni entrambi siano due infermieri professionali. La filosofia della famiglia Giacopuzzi-Mignolli è quella di tenere la vigna in ordine e di rispettarla e non intossicarla usando sostanze diserbanti, ricordando l’insegnamento del padre di Maria che sosteneva che la vigna va trattata come una donna.

Intervista a Maria Angela Giacopuzzi

Come hai imparato a fare questo lavoro?
Io ho ereditato da mio padre i terreni; lui era un contadino e aveva a sua volta ereditato un vigneto storico dai genitori. Oggi mi occupo della vigna insieme a mio marito, Cesare Mignolli,
che è colui che si è sobbarcato il lavoro più pesante nei campi, per noi non è l’attività principale perché siamo entrambi infermieri e lavoriamo in ospedale.
Mio marito dice sempre che dobbiamo continuare a tenere la vigna in ordine e non avvelenarla con sostanze diserbanti. Mio padre diceva sempre: “le vigne da scaorlar, le è come la donna da sgrendenar”, che tradotto a grandi linee significa che le vigne vanno trattate con la stessa delicatezza con cui si può spettinare una donna.

Cosa rappresenta per te la vigna?
Per me questo vigneto è una cosa cara, lo conservo gelosamente perché ha rappresentato per mio padre una passione ed un legame con il passato, ed oggi lo è per me.

Qual’è la cosa che ricordi di aver imparato da tuo padre?
La cosa che ricordo di più di aver imparato da mio papà è mettere l’uva nei plot. Lui mi ha insegnato di averne cura, di sceglierla con attenzione e riporla con amore.

Come è nata la collaborazione con Farina?
Il nostro rapporto di collaborazione è iniziato almeno 15 anni fa, nel 2000.
Ci siamo sempre trovati molto bene da subito e siamo tutt’ora molto contenti.  
Inizialmente mio suocero mi suggeriva di cambiare cantina ogni anno, ma io volevo un referente serio e stabile, così ho scelto Farina.


Che cambiamento hai notato tra la vecchia e la nuova generazione?
Farina sta avendo un grande cambiamento negli ultimi anni e sta avendo un grande successo all’estero. La nuova generazione è più moderna e alla mano, noi riusciamo ad avere un maggiore dialogo con loro, mentre con la vecchia generazione era più difficile.
 
Qual'è il tuo vino preferito prodotto da Farina?

Io non sono una grandissima bevitrice di vino, ma mio marito dice sempre che il Monte Corna è ottimo e se ne può bere un bicchiere in più senza che dia alla testa, a differenza dell’Amarone che, seppur molto buono, è più impegnativo.

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