Bruno Tommasi

Senza i conferenti mancherebbe l’energia che dà vita al vino. Sono coloro che curano durante l’anno con passione ed entusiasmo la vigna in modo tale che dia buoni frutti. Gli stessi frutti che Farina trasforma in vini straordinari e conosciuti nel mondo. Questi vini partono proprio da loro…

Bruno Tommasi

Zona vigneto:  
Prun
Superfice:  
2.000 m²
Altitudine:  
550/600 m
Sistema di allevamento:  
pergola
Esposizione:  
Nord Est
Vitigni:  
Corvina, Corvinone e poca Rondinella
Tipo di suolo:  
ghiaioso

 

Scheda introduttiva


Bruno Tommasi conferisce uva a Farina da 10 anni, giunto alla conoscenza della cantina di Pedemonte grazie a delle conoscenze comuni. L’intera famiglia Tommasi è coinvolta nella gestione dell’attività di viticoltura, Bruno, la moglie e i fratelli, proprio come ai tempi del padre, quando ha iniziato la sua attività. Bruno si definisce un vignaiolo appassionato, ama la vite come un essere umano e la cura con attenzione e rispetto.

Intervista a Bruno Tommasi

Quando avete iniziato a conferire le uve a Farina?
Abbiamo rapporti lavorativi con Farina da circa 10 anni. Rispetto ad altri conferenti, che collaborano da più tempo, non sono tanti 10 anni, però il rapporto che si è creato è unico, sia sotto il profilo professionale, sia sotto quello umano. Siamo giunti a loro per pura casualità, tramite un contatto iniziale che avevamo con Remo e successivamente con Piero. Oggi con Claudio non è cambiato nulla nonostante il tempo passato, abbiamo comunque mantenuto la stessa impronta del rapporto, sincero e diretto.

Qual è il suo vino preferito di Farina?
Amarone e Ripasso. Penso che non sia solo mia questa preferenza, ma che il pensiero nei confronti di questi loro cavalli di battaglia sia abbastanza unanime.

Che aggettivo darebbe all'azienda?
È un'azienda all'avanguardia che si dà sempre da fare. Un’azienda seria come la loro sa come comportarsi, dalla cura e attenzione del particolare, agli accorgimenti maggiori, che devono sempre esserci, dall'inizio alla fine del processo di realizzazione del vino.

Chi è coinvolto nella gestione della sua vigna oltre a Lei?

Mia moglie spesso mi dà una mano in quelli che sono i compiti più leggeri. Mentre della raccolta dell'uva ci occupiamo io e i miei fratelli. Io in particolare ho iniziato ancora quando c'era mio papà, ai tempi in cui erano in vita i vecchi sistemi di allevamento della vite. Nonostante siano passati parecchi anni io cerco il più possibile di utilizzarli ancora e mi impegno a non usare plastiche e prodotti artificiali nel mio campo.


Che aggettivo si darebbe come vignaiolo?
Sono appassionato di ciò che faccio, consapevole che non si finisce mai di imparare. La vite richiede impegno costante, devi accudirla come un essere vivente, qual è.

Qual è il Suo motto?
Darsi da fare sempre. E non si finisce mai di imparare.
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