Mario Fedrigo

Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo (Henry Ford).
Sono l’anima operativa dell’azienda, senza di loro Farina non sarebbe l’azienda di successo che è oggi. Una squadra di persone, con doti, vissuti e sogni diversi, che fanno ogni giorno del lavoro di gruppo e della collaborazione una realizzazione: ognuno di loro con la propria personale unicità…

Mario Fedrigo

Ruolo: Autista e addetto alle consegne
Segni distintivi: Ama stare fuori all'aria aperta, in movimento e essere sempre a contatto con le persone. Affidabile, responsabile e sincero.
Il giocatore di tamburello

 

Intervista a Mario Fedrigo

Incontriamo Mario in azienda, di ritorno dalle consegne quotidiane. Mario è alto e molto sportivo, il tipico fisico di chi è abituato a scaricare e caricare casse di vino. Da uno come lui ci si aspetterebbe tanto machismo, e invece ciò che ci colpisce di lui è il cuore grande e la commozione nei suoi occhi quando ricorda gli inizi in azienda, gli anni in cui gli insegnamenti ricevuti da Remo hanno forgiato la sua etica professionale, in lui molto forte.

Quando ha iniziato a lavorare per Farina? 
Lavoro per Farina dal 1990. Nell'azienda dove lavoravo prima avevano iniziato a vendere e a licenziare il personale. Tramite dei contatti comuni, sono stato chiamato da Remo Farina per fare una prova come autista e addetto alle consegne. La mia prova è andata a buon fine e da allora sono un membro dell'azienda.

Cosa ha cambiato la nuova generazione? 
La nuova generazione è improntata verso l'innovazione. Nonostante ciò, il modo di lavorare non è cambiato, ma il salto di qualità è stato impressionante, Claudio ed Elena sono da ammirare per l'ottimo lavoro svolto. Aggettivo per definire Farina? Familiare, lo era prima e lo è tuttora. Questa caratteristica non è cambiata. 

Come è la sua giornata tipo? 
Arrivo alle 8 in azienda dove trovo il camion già pronto dalla sera prima. Insieme a Sandro, il padre di Claudio, andiamo a fare le consegne. Ognuno di noi ha il proprio compito: Sandro parla con il gestore del locale e prende le chiavi della cantina, intanto io inizio a scaricare la merce. Noi non facciamo come i corrieri che lasciano il carico e se ne vanno. No, noi sistemiamo tutto per bene. Quando abbiamo finito il giro della mattina torniamo in azienda per scaricare i fusti vuoti e ricarichiamo per il giro del pomeriggio. È una giornata abbastanza regolare.
Vino con più potenziale sul mercato? 
Sarò di parte, visto che il nome di questo vino viene dai vigneti della mia famiglia che conferisce le uve a Farina, ma penso sia l'Amarone Montefante. 

Che altro lavoro avrebbe fatto se non questo? 
Il postino. Mi piace stare all'aria aperta e in movimento. Non mi dispiacerebbe nemmeno lavorare in campagna, a contatto con la natura. Stare dentro chiuso in cantina non farebbe per me. 

Che consiglio darebbe a Elena e Claudio? 
Gli direi di ricordare come era Remo e continuare ad essere precisi, ordinati e metodici nel lavoro.

Quale è un ricordo che ha della famiglia Farina? 
Il loro calore. Sono sempre stato trattato come se facessi parte della famiglia. Sono persone di cuore, soprattutto lo era Remo: era un uomo di parola e sapeva spiegarti come fare il mestiere. Mi ha trasmesso il suo modo di lavorare e come trattare i clienti. Io lo chiamavo il “Perfettino” perché era una persona sempre elegante, precisa e distinta sia negli atteggiamenti sia nel modo di vestirsi. Era una persona a me molto cara. Di lui conservo un insegnamento: “Fai quello che ritieni giusto e non considerare quello che ti dicono gli altri”. 

Punto di forza di Farina? 
La semplicità nei modi di fare e nel modo di porsi con gli altri. 

Vino preferito? 
Corte Conti Cavalli. 


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